lunedì 21 marzo 2011

Nucleare, demenza senile e deliri vari

La Hack: fate il nucleare in Sardegna. Proprio in quest'isola: e il rischio radioattivo? I terremoti del passato?

pubblicata da Marcello Polastri il giorno domenica 20 marzo 2011 alle ore 0.09

Centrale nucleare.

Sappiamo che la proposta a favore delle centrali nucleari in Sardegna ha suscitato una valanga di proteste.

Anche nel Belpaese si ripensa all'ipotesi nucleare ai potenziali pericoli dopo il disastro del Giappone che, speriamo, possa diventare solo un ricordo e non quel che più si teme...

Ebbene, o meglio "è male", l'astrofisica Margherita Hack, dichiarandosi a favore del nucleare, ha sostenuto sui giornali nostrani: "le centrali potrebbero essere costruite in Sardegna perché è una delle regioni con il minor rischio terremoti".

Diamine, lo ha detto lei, una grande scienziata, e la cosa fa pensare... Lo ha detto si: in un convegno a Trieste. Lo ha ribadito in un'intervista al Giornale, alle agenzie di stampa.

«Esiste - dice - il problema della conformazione dell'Italia come paese sismico ed è quindi necessario scegliere con grande attenzione zone sicure, come l'isola".

Perchè Margherita Hack non viene nella Cattedrale di Cagliari per vedere la lapide del terremoto, perchè una scritta in latino incisa sulla dura, ricorda un sisma verificatosi nel 1616.

La Hack.

Non stiamo dicendo: c'è stato il terremoto. Ma il dubbio esiste! Altrimenti che senso avrebbe quella scritta incisa con le sue lettere cubitali nella sacrestia del Duomo di Cagliari?

E' un dubblio non indifferente: ha spinto un team di studiosi a intraprendere con successo una lunga indagine in Sardegna accertando che parecchie torri campanarie e tante chiese, da quell'anno spesero fior di quattrini per riparare i danni provocati verosimilmente dalla scossa di terremoto che interessò l'isola.

Non è tutto: un leggero sisma nella parte meridionale dell'isola viene riportato dagli storici nel 1771.

Dati scientifici: il primo terremoto "censito" dall'Istituto Nazionale di geofisica risale al 1838. Gli effetti furono misurati con la scala Mercalli soltanto in seguito, in quanto non esistevano strumenti per misurare la magnitudo, e stabilirono un record per i sismi nell'isola: 6 grado.

Nel 1870 una scossa del 5 grado Mercalli (mica piccola) partì da Ittireddu, nel Goceano, nella parte centro-settentrionale dell'isola.

Ancora: 13 novembre del 1948, sisma del 6° grado della scala Mercalli. Epicentro? in mare, nelle acque del Canale di Sardegna, pressi Tunisia.

E per chi pensa a scosse lievi di assestamento, ecco altri dati: 1960. Un altro terremoto del 5° grado della scala Mercalli: epicentro nei dintorni di Tempio.

Nell'agosto del 1977, causato dal vulcano sottomarino Quirino, il terremoto fu registrato nelle vicinanze di Cagliari.

Ora ci fermiamo qui. Per riflettere seriamente sul nucleare in Sardegna.

Meglio altrove, meglio altrove...

In Giappone? Nooo. I giapponesi, dopo lo tsunami, tentano di evitare che la catastrofe si trasformi in apocalisse per quegli atomi che potrebbero impazzire!

I giapponesi, dopo lo tsunami, tentano di evitare che la catastrofe si trasformi in apocalisse per quegli atomi che potrebbero impazzire! E la storia si fa esperienza. E ci suggesrisce: state attenti!

Ma la dichiarazione della Hack, che io stimo, ha fatto perdere alla scienziata qualche punto!

Margherita, vuole le centrali nucleari in Sardegna?

Nuraghe.

La Hack, membro dell'Accademia dei Lincei e di prestigiose società scientifiche internazionali, che ha diretto dipartimenti di astronomia e svolto un'intensa attività divulgativa, da scienziata di primissimo livello che non è mai stata un'esperta né di energia atomica né di geologia, dovrebbe fare un salto in Sardegna: potrebbe innamorarsi del nostro territorio già inquinato tra basi militari e fabbriche, ma soprattutto rivedere le sue dichiarazioni alla luce dei presesunti terremoti. E, nel dubbio, dire no al nucleare per il dubbio che i terremoti, in passato, hanno "baciato" la nostra isola millenaria.

Nel dubbio che anche la nostra civiltà nuragica forse è stata sconquassata da uno tsunami nei tempi atlantidei.

Quel dubbio che non è sinonimo di certezza eppure, nella sua essenzialità, suggerisce che anche in Sardegna il nucleare rappresenta un rischio, non meno che da altre parti d'Italia.

Di Marcello Polastri


3 commenti:

  1. vi invito a leggere questa pagina, parla degli eventi sismici in Sardegna.Magari la Hack sa progettare benissimo la centrale, ma poi chi la costruisce?? Chi la gestisce? Chi la dismette? E le scorie??
    http://ufficiotecnicocagliari.weebly.com/antisismica.html

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  2. Vorrei invitarvi a leggere un articolo scientifico, di un evento di cui mi sono occupato in questi ultimi anni con la collaborazione di alcuni colleghi del CNR e della Facoltà di Ingegneria di Cagliari, il terremoto avvenuto nei pressi di Capo Carbonara nel 1616. Lo studio non si basa su teorie relative a torri campanarie e a ipotetici ritrovamenti, ma sugli esiti reali di una ricerca scientifica sul terremoto del 4 giugno 1616, peraltro ancora in corso, gran parte della quale è pubblicata on-line a firma del sottoscritto. Invito cortesemente il collega Polastri, sempre molto attento agli studi sulle cavità e sul sottosuolo e credo anche agli eventi sismici, a dare un'occhiata all'articolo, in fondo, per gli storici e la storia, l'epigrafe della Cattedrale di per se non direbbe niente senza i riscontri documentali.... http://www.carlodelfinoeditore.it/public/docs/vacca-terremoto.pdf
    cordialmente... Daniele

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  3. @ Francesca e Daniele;
    Grazie per i preziosi approfondimenti!

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