giovedì 14 aprile 2011

Altre notizie sconvolgenti sul poligono di Quirra: l’Espresso.

“Fatti brillare, nel silenzio, giganteschi cumuli di armi e munizioni”. Uranio rilevato dentro un agnello nato con due teste"

dal sito: magazine.quotidiano.net

Al poligono di Quirra sarebbero state fatti ‘’brillare giganteschi cumuli di armi e munizioni, con esplosioni avvolte dal silenzio dei militari’’. La rivelazione è del settimanale ‘l’Espresso’, secondo cui, in quei ‘’dodicimila ettari di meraviglia naturale sulla costa sudorientale della Sardegna, convertiti nel 1956 in area per operazioni off limits”, nei decenni “eserciti e aziende di mezzo mondo, incluse quelle italiane, hanno sperimentato armi e materiali segreti”.

L’ipotesi viene fuori dall’intercettazione di un ex militare: ‘’E’ a Cagliari, in casa, e il 3 marzo scorso si sta confidando con la sua ragazza e un amico – ricostruisce il settimanale – Sapesse che c’e’ un registratore, nascosto nella stanza, tacerebbe subito. Invece ignora l’interesse che gli investigatori hanno per i suoi ricordi, e racconta cio’ che ha visto e fatto nel 1997, quand’era militare di leva al Pisq, il Poligono sperimentale interforze Salto di Quirra’’.

‘’Ho fatto un giuramento per non dire niente!’’, avrebbe detto l’ex militare agli amici, ma poi avrebbe svelato, spiega ‘l’Espresso’, ‘’quella che, a suo dire, era un’abitudine consolidata al poligono di Quirra: brillare giganteschi cumuli di armi e munizioni, con esplosioni avvolte dal silenzio dei militari’’. “Li’ hanno brillato tutte le armi di tutto, non solo della Sardegna: di tutta l’Italia”, avrebbe raccontato. E ancora: “Venivano da Milano, da ogni parte arrivavano i camion…”. Secondo il racconto intercettato, i mezzi ‘’entravano nella base e, a circa un chilometro e mezzo dagli uffici di Perdasdefogu, raggiungevano una buca profonda 80 metri: ‘un vulcano’, in cui scendevano mezzi articolati carichi di munizioni e armi’’.

“Uno scenario – riporta L’Espresso – che pone mille domande. Le stesse che muovono il 2 aprile Domenico Fiordalisi, capo della Procura di Lanusei, provincia dell’Ogliastra, il quale scrive alla Procura generale cagliaritana citando proprio, tra le testimonianze raccolte, quella sulle ‘gigantesche esplosioni a Perdasdefogu che avevano provocato nubi tossiche e disperso particelle altamente nocive’”.

“La premessa da cui parte per ipotizzare reati che vanno dall’omicidio plurimo di pastori all’omissione di atti d’ufficio ‘per ragioni di giustizia e sanita’’; dall’omissione dei controlli nel demanio militare, all’omissione di provvedimenti amministrativi e sanitari. Fino al capitolo piu’ delicato e importante: il sospetto, sul quale Fiordalisi indaga da mesi, di ‘introduzione nello Stato, detenzione e porto illegale in Ogliastra di armi da guerra all’uranio impoverito’. Che si lega, in un crescendo inquietante, all’ipotesi del disastro ambientale per ‘dispersione di materiali all’uranio impoverito e materiali radioattivi’: sparsi in parte ‘da vari missili’, e in parte dal brillare al Pisq ‘tutte le munizioni e bombe obsolete d’Italia, senza cautele per l’ambiente e la salute umana e animale’”.

NASCE AGNELLO CON DUE TESTE: TROVATE TRACCE DI URANIO

Uranio “non riconducibile a quello naturale”. E’ la conclusione cui è giunto Massimo Zucchetti, docente di impianti nucleari al Politecnico di Torino, consulente del Pubblico Ministero di Lanusei Domenico Fiordalisi, il magistrato che conduce l’inchiesta sulla presunta correlazione fra i test bellici compiuti nel del Poligono sperimentale Interforze del Salto di Quirra, nel sud-est della Sardegna, e l’alta percentuale di tumori registrata nella zona. L’uranio è stato ritrovato all’interno delle ossa di un agnello nato con due teste in un ovile di Escalaplano, in una zona vicinissima alla base militare.

Sarebbe la prova che nel Poligono sarebbe stato utilizzato munizionamento all’uranio impoverito, una circostanza confermata agli inquirenti anche da Giampaolo Carrusci, ex ufficiale che avrebbe riferito delle sperimentazioni di alcuni missili tedeschi con testate proprio all’uranio impoverito che si sono svolte a Quirra nel 1989. Uno dei missili utilizzati sarebbe addirittura disperso in mare non lontano dalla costa di Villaputzu. Le analisi compiute da Zucchetti hanno confermato la presenza di undici isotopi radioattivi nell’agnello esaminato, elementi non riscontrabili in natura. Si tratterebbe invece di scarti radioattivi di centrali nucleari utilizzati per realizzare proiettili utilizzati dalle forze Nato nei Balcani, Afghanistan, Iraq e Somalia.

Nelle settimane scorse il procuratore Fiordalisi, ha disposto la riesumazione dei corpi di 18 pastori che lavoravano nella zona del Poligono, morti di leucemia. Nei prossimi giorni inizieranno le analisi sulle salme. I reperti saranno analizzati da Evandro Lodi Rizzini, fisico del Cern di Ginevra.

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